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Poco fuori dell'abitato (lato levante) esistevano le fornaci delle calcine, testimonianza di un'attività a cui gli spotornesi si dedicarono fin dal XV secolo e che, raggiunto il suo massimo sviluppo fra Ottocento e Novecento, fu progressivamente abbandonata dopo le seconda guerra mondiale. Negli ultimi decenni del secolo XIX a Spotorno erano attive otto fornaci che producevano 50.000 quintali di calce all’anno ed occupavano circa ottanta persone. L’intero ciclo di produzione durava, tra il caricare le pietre e accendere la fornace e farla ardere giorno e notte circa venti giorni. Nell'immagine qui sopra l'ultima fornace di Spotorno, abbattuta nel 2003 per la successiva edificazione di alloggi di civile abitazione e box interrati.
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